Le forze in campo. Barche di serie con Nacho, Boggi e qualcun altro

by / Commenti disabilitati su Le forze in campo. Barche di serie con Nacho, Boggi e qualcun altro / 844 View / 9 aprile 2015

Dopo i prototipi, chiudiamo la presentazione dei concorrenti del GPI che corrono nella classe delle barche di serie. In questa categoria abbiamo dodici Mini in partenza tra cui otto Pogo 2 (progetto Finot), uno Zero (progetto Lombard), un Tip Top (progetto Manuard), un Dingo 2 (progetto Rolland) e un Argo (altro progetto Lombard). Questi ultimi due come unici rappresentanti della generazione più recente di Mini di serie, quella degli ormai famosi e diffusissimi spigoli. A bordo di queste dodici barche, ritroviamo figure già note nel circuito, altre meno ma che potrebbero diventarlo. Ecco chi c’è.

Nacho Postigo a bordo di Vamos, Vamos surante la Air Valencia del 2014 (foto di Jesus Renedo)

Nacho Postigo a bordo di Vamos, Vamos durante la Air Valencia del 2014 (foto di Jesus Renedo)

Nacho Postigo, spagnolo, nato a Santander ma tesserato presso il Real Yacht Club di Palma de Mallorca, ha navigato a bordo di più o meno qualsiasi tipo di barca a vela da regata: in Coppa America, sui Maxi, con vari TP 52 (è stato all’origine del circuito Audi MedCup che ha diretto per anni), IMS, trimarani Orma (lista non esaustiva). È arrivato sul circuito Mini l’anno scorso vincendo quattro regate di seguito a bordo del suo Argo 860 Vamos, Vamos. “Rookie” dell’anno 2014 quindi, va bene ma con tante virgolette a rookie, por favor. A proposito ma perché il 6.50, perché la Mini Transat 2015? Come molti, per ”curare la solita crisi dei 40 anni e per realizzare un sogno che coltivava da giovane” come racconta in questa intervista video per Juanpanews.

Occhio a Nacho quindi. Per dirla come il costruttore Bert Mauri, grande conoscitore dell’ambiente Mini e non solo, è vero che ”la differenza in questo sport la fa il fantino” ma in questo caso – e come spesso avviene – il fantino è bravissimo e ha scelto anche un buon cavallo. Nello specifico l’Argo 650, ottima barca.

Però, e questo lo abbiamo visto sul campo di regata dell’Arci 650, il Pogo 2 non ha detto l’ultima parola ed è ancora in grado di dare filo da torcere a tutti. Visto che sono ben otto negli starting block più altri modelli da non sottovalutare, proviamo a fare un po’ di ordine.

Ambrogio Beccaria e Giovanni Sanfelice (539 Alla Grande). Attenti a quei due

Ambrogio Beccaria e Giovanni Sanfelice (539 Alla Grande). Attenti a quei due

Difficile fare un inizio di stagione migliore di quello del P2 539 Alla Grande e del suo equipaggio, Ambrogio “Boggi” Beccaria e Giovanni Sanfelice. Hanno vinto la Fezzano-Talamone e chiuso al secondo posto l’Arci 650, sempre con distacchi minimi e tanta grinta. Dopo l’epico restauro della barca, l’entusiasmo a terra sembra essersi trasferito in mare. Questi due sono giovani, hanno talento ed è per questo che abbiamo ”sparato” Boggi, il soprannome di Beccaria, nel titolo di questo post.

Arriviamo ora al ”qualcun altro”, cioè a tutti. O quasi.

Non nascondeva la sua disillusione Andrea Iacopini, skipper del P2 768 Tortuga, all’arrivo dell’Arci 650 (chiusa al quinto posto), ma ”ci sono margini di miglioramento sulla barca”. Di sicuro con il suo co-skipper Luca Riccobon (grande figura della classe, ottimo tecnico, ”prestato” per l’occasione dal Black Bull Sailing Team) avranno cercato di trovare i cavalli in più a terra e cercheranno di sfruttarli in mare.

A volte ritornano. Ingo Ravazzolo era ed è rimasto in lista d’attesa per partecipare alla Transat 2009. Eccolo che riappare non più con il vecchio Pogo 1 ma con un Pogo 2. E non un P2 qualsiasi, si tratta del 607, ovvero l’ex barca del portoghese Francisco Lobato, grande matador dell’edizione 2009 della Transat. A bordo di BSI, Ingo potrà contare sull’esperienza di Ernesto Moresino. Ed è lunga. Ernesto, che ha fondato la Classe Mini Italiana nel lontano 1993, ha dimostrato di che pasta era fatto ad ogni sua riapparizione sul circuito Mini o altro.

Ottima partenza del 603 Penelope di Emanuele Grassi durante l'Arci 650, per il GPI è un outsider da non sottovalutare

Ottima partenza del 603 Penelope di Emanuele Grassi durante l’Arci 650. Per il GPI è un outsider da non sottovalutare

A bordo del 603 Penelope di Emanuele Grassi salirà Andrea Rossi (veterano della Transat del 2009 e più di dieci anni di esperienza sui Mini), potrebbe essere un binomio efficace, anche perché Grassi è motivatissimo. Così come l’equipaggio del 538 Jolly Roger con Federico Cuciùc (veterano della Transat del 2013) come co-skipper di Ciccarelli.

Non abbiamo molte informazioni sugli altri equipaggi stranieri, i tedeschi Luekermann e Vagt e i croati Kabalin e Velikic. Chissà, potrebbero sorprendere tutti.

Invece nella lista degli iscritti, c’è un nome abbastanza noto nel circuito: quello del francese Guillaume Rottée, co-skipper del 744 El Nono di Gignoux, un Dingo 2, cioè una barca più recente del P2 se vogliamo essere precisi, precisi. Rottée è il coach Mini 650 del centro di allenamento di La Grande Motte, il CEM. Tra altri, ha allenato Pendibene e navigato con lui ai tempi del 520. I risultati si sono visti e continuano a vedersi. Al CEM, dove si mangia pane e mare tutti i giorni, ci si allena sul Mini come sul Figaro, cioè grosso modo come nelle classi olimpiche. Stessi metodi, stesso sadismo da parte dei coach e forse una punta di masochismo da parte degli allievi. Qualcuno pensa che sia un male necessario.

Chiudiamo con il 600 Monster, uno Zero che ha dimostrato più volte di essere veloce con vento leggero, specialmente nella prima edizione del GPI che aveva vinto. Si dice spesso che a volte la storia si ripete…

Peccato davvero per gli assenti: i due Argo 650 Sideral di Andrea Fornaro, Viper di Davide Lusso e il Pogo 2 Black Bull. Sono stati tutti tre grandi protagonisti dell’inizio di stagione. Ci mancheranno, avrebbero dato ancora più interesse alla regata che si promette di essere apertissima. Ma chi non c’è, non c’è.