Ciak finale per il Gran Premio d’Italia 2015

by / 1 Comment / 628 View / 20 aprile 2015

Ultimo ciak sulla nona edizione del Gran Premio d’Italia venerdì scorso con la premiazione presso lo Yacht Club Italiano di Genova. È ora di tirare le somme e le conclusioni di questa regata prima di passare ai prossimi appuntamenti della stagione, i capitoli sardi con la Cap Cagliari e il giro della Sardegna..

Il ”film” della regata

Dopo la boa di disimpegno, un bordo di lasco mure a sinistra con il frullone a riva fino alla Gallinara. Lì un breve momento di calma prima di attraversare il Mar Ligure verso la Corsica di notte sempre mure a sinistra più stretto, ancora con il frullone. Prima alba con le montagne ricoperte di neve in sottofondo. A seguire una giornata di bonaccia a cacciare le bavette lungo le coste della Corsica per scendere verso Sud. Seconda notte con poca luna aspettando una termica notturna che si è alzata tardi. Terzo giorno con le Bocche da passare, nel pomeriggio per i primi, in serata o a notte fonda per gli ultimi.

In partenza, i concorrenti pensavano di superarle di bolina queste temute Bocche, invece tutti le hanno passate alle portanti. A fine pomeriggio, in serata e di notte con 20 nodi e più. A più di 48 ore, le previsioni meteo non sono sempre affidabili in Mediterraneo, ma questo si sapeva.

Terza notte in Tirreno e a metà strada tra le Bocche un buco di vento ricompatta la flotta e rimescola le carte. Il quarto giorno la flotta passa Giannutri. Il comitato annuncia un cambio di percorso: la risalita a Genova è libera, c’è soltanto l’isola di Capraia da lasciare a dritta. Inizia il bordeggio lungo le coste della Toscana che continua di notte, la quarta. Gran parte della flotta sceglie il Canale di Piombino, alcuni concorrenti scelgono di evitarlo e lasciano l’Elba a dritta. Sopra la più grande delle isole dell’arcipelago toscano, la flotta deve attraversare una nuova zona di bonaccia.

Le previsioni per l’ultimo giorno annunciano l’arrivo di un flusso di Sud Est. In effetti il barometro stava scendendo gradualmente. Così è stato, ma il vento di gradiente è entrato da SSO prima di girare a SE. Anche questo ha contribuito a riaprire il gioco con un’ultima notte ancora più decisiva delle altre per le classifiche finali. L’ordine di arrivo parla da sé. Meno di un minuto tra le due prime al traguardo (ahinoi), il terzo a 10 minuti, altre due barche nell’arco di 44 minuti. Un secondo gruppo che comincia ad arrivare due ore dopo. E’ stata una regata combattuta, da opportunisti.

Delle trentuno barche iscritte, tre hanno dovuto rinunciare alla partenza, una si è ritirata, nessuna è arrivata fuori tempo limite. L’ordine di arrivo a Genova è qui, le classifiche finali sono qui.

Prototipi. Voiles des Anges sul filo

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Voiles des Anges 709 (Pierre-Marie Bazine e Arthur Leopold-Léger) si aggiudica la vittoria tra i prototipi e la Coppa Alberti (foto Julliand)

L’ultimo colpo di scena del GPI è stato un colpaccio per i nostri Alberto Bona e Pietro D’Alì a bordo di Onlinesim 756. Dopo aver corso tutta la regata in testa si devono accontentare del secondo posto e brucia. Online ha fatto la regata a stretto contatto con Illumia 788 di Michele Zambelli e Renaud Mary fino alle Bocche di Bonifacio. Da Giannutri in poi Bona e D’Alì hanno corso da soli fino all’alba dell’ultimo giorno quando sembrava finita la ”cippa” notturna.

È a questo momento che a poppa vedono spuntare una vela, quella di Voiles des Anges 709 dei francesi Pierre-Marie Bazin e Arthur Leopold-Léger un pochino più a largo di Portofino. Scatta il match race delle ultime miglia con un vento leggerissimo che salta da tutte le parti. A quattro miglia del traguardo, D’Alì chiama l’issata dello spi. Esitazione a bordo. In un primo tempo, Alberto Bona non la vede così. Quando si decidono, è troppo tardi: Voiles des Anges supera Online e va a tagliare il traguardo con circa 30 secondi di vantaggio.

Quando il livello è alto, può capitare che una regata lunga si perda o si vinca così, in rimonta, sul filo di lana, per una manovra o un bordo azzeccato o sbagliato secondo il punto di vista.

L’errore è commesso e la vittoria sfugge per una sciochezza. Alberto Bona guarda già oltre e pensa alla sua seconda Mini Transat: ”Ho imparato ancora navigando con Pietro in equipaggio ridotto. Mi ha dato tanti consigli, è un’enciclopedia della vela. Pur non avendo mai navigato con un prototipo moderno, ha trovato subito il passo. Per me sono tanti punti da ricordare per migliorare ancora. Vorrei continuare a lavorare con lui, spero poter correre il Mini Fastnet con Pietrino.”

Onlinesim in partenza. Foto Studio Borlenghi

Onlinesim in partenza. Foto Studio Borlenghi

Quali sono le impressioni sulla nuova configurazione del 756 dopo la modifica sul bulbo? Da fuori, dopo una partenza non proprio brillante si è notato il recupero di Online nel primo bordo di reaching fino alla Gallinara che ha girato in testa. Il GPI ha permesso di provare la barca in diverse condizioni e ”le sensazioni sono buone, c’è un po’ di lavoro sulle vele ma globalmente siamo soddisfatti. Manca però la prova vera, con onda formata ed è per questo che voglio andare a correre in Atlantico appena possibile”, conclude Alberto Bona sempre più maturo nelle sue analisi:

Guarda qui l’intervista a Alberto Bona e Pietro D’Alì.

Pierre-Marie Bazin al timone di Voiles des Anges durante il passaggio a Giannutri (Foto James Robinson-Taylor)

Pierre-Marie Bazin al timone di Voiles des Anges nel passaggio a Giannutri (Foto James Robinson-Taylor)

Sono ovviamente felicissimi i francesi del 709 Voiles des Anges. Felici ed emozionati: una vittoria sul filo per la prima uscita sotto i colori di Voiles des Anges, un’associazione di sostegno alle famiglie che hanno perso un figlio in tenera età, non si poteva sperare di meglio. Anche perché c’è un obiettivo sportivo ambizioso: correre il Vendée Globe 2016. Intanto si regata sul Mini e si regata bene. Nel nostro piccolo, Mini mondo, ci piacerebbe vedere associazioni italiane di questo genere sfruttare il circuito Mini per dare un po’ di visibilità a quello che fanno.

Guarda qui l’intervista a Pierre-Marie Bazin.

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Illumia a Cap Rossu. Il prototipo di Michele Zambelli  è arrivato terzo al traguardo (foto Julliand)

Il terzo posto tra i prototipi è di Illumia 788 di Michele Zambelli e Renaud Mary che sono riusciti a riagganciare e superare Nacho Postigo e a tagliare il traguardo a 12 minuti del primo. Il prototipo rosso aveva perso tanto tra Bonifacio e Giannutri che gira con 2 ore di ritardo. ”Non mollare mai e non abbassare la guardia prima del traguardo” è per questo che Zambelli aveva fatto salire a bordo Renaud Mary la cui storia personale sul Mini illustra questa regola fondamentale nello sport (e non solo). Per chi non lo sapesse, Renaud ha vissuto nel 2011 la stessa disavventura del nostro Riccardo Apolloni nel 2009. Il francese ha avuto una seconda chance, Apolloni no (qui ci sta una vera ingiustizia). Non mollare quindi: ed è quello che ha fatto l’equipaggio di Illumia, purtroppo rimasto non localizzato sul tracking dalla prima notte in poi, è stato premiato con questo terzo posto. Per Zambelli a differenza di Bona, la stagione continua in Mediterraneo con le due prossime regate del circuito italiano: Cap to Cagliari e Round Sardinia Race.

Guarda qui l’intervista a Michele Zambelli.

Serie. Il dominio del ”mago” Nacho Postigo

Vamos, Vamos, l'Argo 650 di Nacho Postigo e Pablo Santurde ha dominato dall'inizio alla fine

Vamos, Vamos, l’Argo 650 di Nacho Postigo e Pablo Santurde è rimasto in testa dall’inizio alla fine. Foto Studio Borlenghi

Qualche mese dopo il trionfo di Alex Pella nella Route du Rhum, la Spagna firma un altro successo nelle classi oceaniche con la dimostrazione di forza nel GPI di Nacho Postigo e del suo co-skipper Pablo Santurde (che ha fatto parte del team di Pella appunto).

Gli spagnoli hanno corso tutta la regata in testa a bordo dell’Argo Vamos, Vamos chiudendo quarti overall, prima dei nuovi modelli di serie che corrono ancora tra i prototipi (cioè i due Pogo 3 – quello dei francesi Fernbach/Le Diraison e Pegaso di Pendibene/Valsecchi; più Novintiss, l’Ofcet di Julien Pulvé).

Facile, facile per Nacho quindi? Ma quando mai. A parte che correre sul Mini non è mai facile, figurarsi in queste condizioni, con un’alta pressione permanente su tutto il campo di regata. ”Sarà difficilissima” avvertiva lo skipper spagnolo prima ancora della partenza. ”Ci saranno tanti colpi da fare, tante decisioni da prendere e sono condizioni in cui i Pogo 2 possono dare filo da torcere.” Già, Nacho il mago è anche un po’ veggente.

Scherzi a parte, Postigo è ”solo” un grande professionista che importa sui Mini metodi da altre classi da lui frequentate come navigatore. E quali sono i dati da analizzare per prendere queste decisioni? Tutti, i soliti ma anche la temperatura dell’acqua, quella dell’aria per andare a cercare per esempio brezzoline a terra sotto la Corsica il secondo giorno. È così che si è formato il gruppo inseguitore staccando il gruppone rimasto più a largo. Dopodiché, come già detto, ci sono stati diverse fasi di bonaccia che hanno permesso alla flotta di ricompattarsi.

Guarda qui l’intervista a Nacho Postigo.

La rimonta dei pirati della Tortuga e di BPI

Un tira-molla durato fino all’ultimo quando è arrivato da dietro quel venticello da Sud che ha permesso ai due Pogo 2 Tortuga (Iacopini e Riccobon) e BPI (Ravazzolo e Moresino) di andare a strappare rispettivamente il secondo posto e il terzo posto.

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Tortuga seconda tra le barche di serie dopo una bella rimonta tra GIannutri e Genova (foto Julliand)

Un bel risultato per Tortuga che dopo aver concluso le due prime regate della stagione non lontano dal podio chiude questa al secondo dopo un recupero. Più che un recupero, un arrembaggio finale: alla Gallinara la Tortuga ha 2 ore di ritardo sul leader, gira al 15mo posto overall. A Bonifacio sono 6 ore di ritardo, 13mo, a Giannutri quasi 10 ore, di nuovo 15mo. A Genova termina al sesto posto overall, a meno di 3 ore del leader (meno male che l’arrivo non era a Savona.)

Guarda qui l’intervista ad Andrea Iacopini e Luca Riccobon.

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BPI nelle ariette sopra l’Elba. Per il loro ritorno sul circuito, Ingo Ravazzolo ed Ernesto Moresino salgono sul podio al terzo posto (foto Julliand)

Bel recupero finale anche da parte di  BPI, Ingo Ravazzolo ed Ernesto Moresino hanno spesso navigato a contatto con Tortuga. Un ”ben tornati” a queste due vecchie conoscenze del circuito Mini.

Guarda qui l’intervista a Ingo Ravazzolo ed Ernesto Moresino.

Ci piace notare che i due equipaggi che completano il podio delle barche di serie sono stati anche i più attivi e disponibili durante le vacation via VHF per ”fare ponte” tra i concorrenti. Due volte bravi quindi.

Alla Grande è rimasto nel gruppo di testa fino a Giannutri. Nella risalita fino a Genova, Ambrogio Beccaria e Giovanni Sanfelice hanno perso tante posizioni

Alla Grande è rimasto nel gruppo di testa fino a Giannutri. Durante la risalita fino a Genova, Ambrogio Beccaria e Giovanni Sanfelice hanno perso tante posizioni. (Foto James Robinson-Taylor)

E’ stato un finale beffardo per il Pogo 2 Alla Grande di Ambrogio Beccaria e Giovanni Sanfelice che termina al quarto posto serie (11mo overall) dopo aver inseguito Nacho per gran parte della regata. Sembrava a portata di mano invece il finale è stato davvero crudele, mai dire gatto finché… Questo non cambia di una virgola la nostra opinione sulla bravura di questi due giovani che di sicuro rifaranno parlare di loro.

Una menzione speciale per l’equipaggio di El Nono: Guillaume Rotée e Gignoux hanno provato il ”grande cucchiaio ligure”. Dopo essere passati sotto l’Elba sono i concorrenti che hanno spinto più verso Ovest andando fino a Nord del ditto di Capo Corso. L’idea non era male – a maggior ragione quando il semaforo di Capo Corso contattato via VHF annunciava 12 nodi da SE su zona – la traiettoria pulita. A un certo punto sembrava potessero passare, invece no. Hanno giocato, hanno perso – anche tanto – eppure sono arrivati con un sorriso stampato sul viso grande come la rotta che avrebbero voluto tracciare tra l’Elba e Genova.

Spot (Matteo Rusticali e Alessandro Suardi) Foto Studio Borlenghi

Spot (Matteo Rusticali e Alessandro Suardi) chiude all’ottavo posto. Foto Studio Borlenghi

Due parole per finire sulla classifica non ufficiale dei prototipi ”vintage”. Questa volta è l’equipaggio di Lemarindesalpes 353 dei fratelli svizzeri Blin che ha avuto la meglio su Spot di Matteo Rusticali e Alessandro Suardi (quest’ultimo correva la sua primissima regata Mini e sembra essere stato contagiato anche lui dal virus). Bella lotta anche qui: gli svizzeri tagliano il traguardo 3 minuti prima di Spot, rispettivamente al settimo posto e ottavo posto overall. Più distanziato Sanyleg-Exing 99 di Gianluca Gelmini e Stefano Paltrinieri arrivati a Genova con la soddisfazione di aver lasciato dietro concorrenti come tra altri il recentissimo e super sponsorizzato prototipo Ropeye di Jaanus Tamme.

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E così il Trofeo Challenge Coppa Alberti va all’equipaggio francese di Voiles des Anges. Nel 2016 si tratterà di riportarlo a casa. Intanto il fatto che questo storico trofeo che risale al lontano 1953 sia ormai legato alla nostra classe è un onore. In passato era stato assegnato ai regatanti delle classi Snipe, Laser, 420, Dragoni, 5.5, Dinghy 12′. Ormai premia il vincitore overall del Gran Premio d’Italia che ha saputo diventare un classico del circuito Mini in Mediterraneo. Questo è un ulteriore passo simbolico nel riconoscimento di questa classe.

One Comment

  1. […] Toscano a dritta per un totale teorico di 350 miglia circa. Due settimane dopo la conclusione di un’emozionante edizione del Gran Premio d’Italia i Mini si ritroveranno di nuovo nelle acque della Corsica, questa volta lungo la costa […]

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